Albidona
Via San Rocco

Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale

Su una base in pietra sbozzata è collocata la statua in bronzo, raffigurante un soldato che con la mano sinistra alza una bandiera, mentre con la destra regge un bambino posato sulla sua spalla. sulla base sono posizionate delle targhe in bronzo, che ricordano i nomi dei caduti durante i due conflitti mondiali e, in basso, una lapide in bronzo con iscrizione.

Data di realizzazione
1966

Note Storiche: 

La statua, realizzata dallo scultore Mario Pelletti da Pietrasanta per volontà del Cavaliere Leonardo Rizzo, fu inaugurata il 9 maggio del 1966 ed era originariamente collocata su una alta base quadrangolare in marmo. Durante il restauro effettuato nel 2005, l'originaria base fu sostituita con quella attuale in pietra sbozzata. Sulla lapide, posizionata nella parte bassa della base, è riportato il testo del "Bollettino della Vittoria", datato 4 novembre 1918, che rappresenta il documento ufficiale con cui il generale Diaz, comandante supremo dell'Esercito Italiano, annunciò la vittoria dell'Italia e la disfatta nemica nella prima guerra mondiale. Riferimenti bibliografici: Enciclopedia dei comuni della Calabria, con guida storico-turistica, a cura di Donatella Guido, Vol. I, Provincia di Cosenza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002, p. 157.

Informazioni e dati tecnici

OGGETTO
Definizione Monumento ai caduti
Tipologia a montagna figurata
Soggetto figura di soldato che porta la bandiera
LOCALIZZAZIONE
Stato Italia
Regione Calabria
Comune Albidona
COLLOCAZIONE
Spazio viabilistico Via San Rocco
CRONOLOGIA
Da 1966
A 1966
AUTORE
Nome Pelletti Mario
DATI TECNICI
Materia e Tecnica bronzo/ fusione
pietra
Unità di misura cm
Altezza 250

Iscrizioni

Sulla targa
albidona
con
affetto di madre
qui evoca
i suoi figli eroi
l'anno 1965
restaurato dall'amministrazione comunale
con il patrocinio della bcc di albidona
lanno 2005
Sulla targa
i caduti della guerra
1915 ? 1918
adduci antonio
adduci giuseppe
altieri giovanni
arvia giuseppe antonio
aurelio giuseppe
d'agostino salvatore
de luca giovanni
fortunato francesco antonio
gaetano domanico
gatto pasquale
gatto leonardo
gaudio francesco
gaudio pasquale
laino francesco
la rpcca vincenzo
leonetti francesco
lizzano giuseppe
lizzano marcantonio
lizzano pasquale
paladino giuseppe di leonardo
paladino giuseppe di michele
rizzo francesco
rizzo pasquale
sabatino domenico
scillone domanico
tucci pasquale
urbano michele
viceconte vincenzo.
Sulla lapide
bolle[tti]no di guerra n. 1268 comando supremo 4 novembre 1918
la guerra contro l'austria-ungheria che, sotto l'alta guida di
s.m. il re, duce supremo, l'esercito italiano, inferiore per numero e per
mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi
è vinta. la gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ot/tobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane
tre britanniche, due francesi, una czeco slovacca ed un reggimento
americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita/la fulminea e arditissima avanzata del xxix corpo dell/armata su trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del
trentino, travolte ad occidente dalle truppe della vii armata e
ad oriente da quelle della i, vi e iv, ha determinato ieri lo sfacelo
totale del fronte avversario
dal brenta al torre l'irresistibile slancio della xii, della viii
della x armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre
più indietro il nemico fuggente
nella pianura, s.a.r. il duca d'aosta avanza rapidamente alla testa
della sua invitta iii armata, anelante di ritornare sulle posizioni
da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute
l'esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subito perdite
gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni di lotta e nel/l'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni
sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. ha
lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri
con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni
i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo
risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano
discese con orgogliosa sicurezza
generale diaz
prop. art riservata
mario nelli casa di benevento cellini firenze